Incontro con l’Indio Atucà Guaranì

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Le politiche di deforestazione e l’estinzione dei popoli indigeni raccontate ai ragazzi direttamente da chi le ha vissute

Atucà è un indio Guaranì, uno dei più antichi popoli indigeni che abitano nella foresta amazzonica da sempre, apparteneva ad un tribù pacifica che viveva in perfetta simbiosi ed armonia con la natura e da essa traeva tutto il necessario per vivere. “Viveva” e non “vive” perché la tribù di Atucà oggi non esiste più, dopo che è stata cacciata con la forza dalle proprie terre, dopo che sono arrivati bulldozer e macchine che riuscivano a sradicare alberi di 5 metri di diametro per 20-30 metri di altezza con una velocità incredibile (essere viventi lì da sempre abbattuti a grappoli nel giro di una giornata), dopo che sono arrivati latifondisti d’ogni tipo e mercenari finanziati o assoldati dalle multinazionali per operare un vero e proprio massacro.
Molti compagni (parenti e amici) di Atucà sono morti, pochissimi sono sopravvissuti e sono stati costretti a disperdersi nei territori circostanti, ad addattarsi a stili di vita non loro, ad abbandonare la loro cultura, a “morire” dentro.
Atucà, invece, ha deciso di partire dalla sua terra ed ha avuto il coraggio di andare in giro per il modo a raccontare cosa succede in Amazzonia, nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui misfatti ed i soprusi che avvengono quotidianamente nella foresta amazzonica.
Lo scorso venerdì 27 settembre Atucà è arrivato anche nella nostra scuola ed ha incontrato tutte le classi seconde della scuola secondaria di primo grado. Con gli occhi gonfi di dolore e di amore, per due ore ha raccontato ai nostri ragazzi la sua storia, ha mostrato alcuni strumenti tipici della sua terra, ha parlato del genocidio del suo popolo, dell’ultima volta che ha stretto sua moglie e salutato suo figlio, ha traghettato, con la musica e la danza tradizionale, una sala mensa gremita di ragazzi in assoluto silenzio e totalmente rapiti dalle sue parole e dal suo sguardo, nel cuore della foresta amazzonica, ha raccontato il potere della violenza e la macabra superiorità dell’economia globalizzata su un popolo che ha sempre vissuto in modo pacifico e rispettoso dell’ambiente, ha parlato della sua cultura, della sua infanzia spensierata nella selva, della generosità delle piante che fornivano a lui e al suo popolo cibo e medicine per curarsi.
Intercultura, educazione all’accoglienza e alla convivenza, rispetto e conservazione dell’ambiente, delle diversità biologiche e culturali sono stati alcuni degli argomenti toccati da Atucà durante questo incontro, che per noi è stata un’occasione unica e importate di crescita, di riflessione,di conoscenza.
Il messaggio che ci ha lasciato a fine mattinata non è un messaggio di odio, di rabbia o rancore, anche se lui potrebbe averne tutte le ragioni in fondo, NO! Il messaggio che Atucà ci ha lasciato parla di amore, di fratellanza e di pace ed è arrivato dritto al cuore di tutti i presenti,docenti e alunni, i quali alla fine dell’incontro hanno steso le mani verso di lui, quasi a volerlo stringere in un grande abbraccio collettivo per confermargli che era riuscito a piantare un piccolo seme di speranza per un domani diverso