Pronti….si parte!

Quanta emozione in quegli sguardi di meraviglia! E’ così che noi insegnanti possiamo riassumere le “avventure” che facciamo vivere ai nostri studenti quando, zainetto in spalla, li accompagniamo in esperienze fuori dalle mura della scuola. 

Come sollecitare la curiosità di conoscere? Come stimolare un positivo sviluppo delle dinamiche sociali nei gruppi classe e, ancor più interessante, nei gruppi interclasse? La risposta per una completa offerta formativa ci è fornita proprio dalle uscite didattiche finalizzate all’apprendimento sul campo. Se l’uscita diventa poi una vera e propria immersione nella Storia allora siamo certi si trasformerà in quel “ ricordo” che li accompagnerà nella loro crescita formativa.

Così è stato per la visita sull’Amerigo Vespucci, la nave più anziana della Marina Militare Italiana.

Salire a bordo nell’ufficialità di una formale e cortese accoglienza, respirare la storia di equipaggi raccontata da un giovane ufficiale guida del gruppo, alzare gli occhi al cielo cercando la fine dell’albero maestro, lasciar andare l’immaginazione a lunghe traversate in mari in tempesta, chiedersi il perché di quell’iscrizione “Non chi comincia ma quel che persevera” cercandone una ragione anche nella propria giovane esperienza, ecco anche questo é insegnare. Le pagine di un libro prendono vita, la maestosità di una nave storica e’ un’avventura da raccontare.

E ancora, tornare sulle pagine della Prima Guerra Mondiale, ma farlo di persona salendo sul convoglio speciale che nel 1921 trasportò la salma del soldato da Aquileia a Roma. Ascoltare la storia di una semplice popolana che scelse tra quei poveri resti di giovani soldati uccisi al fronte quello che resterà nella storia commemorato sull’Altare della Patria e commuoversi al racconto del dolore di una madre che troverà finalmente pace perché quel milite ignoto sarà il figlio di tutte quelle donne che non hanno una tomba su cui piangere. Sentirsi proiettati in un’altra per loro inimmaginabile realtà fatta di treni a vapore, di panche di legno, di viaggi lenti ed estenuanti. Li guardavamo intimoriti, eppur orgogliosi di esserci di fronte ad Autorità in alta uniforme, ascoltare seri la Fanfara dell’Accademia di Livorno, guardare affascinati le divise dei Vecchi Combattenti dai visi segnati dalla storia. E’ questo che ha reso reale una pagina di storia finora magari studiata anche un po’ svogliatamente perché così lontana, ma quel giorno, era una pagina tra loro, un capitolo da non poter più dimenticare. Meraviglioso é stato l’omaggio che i nostri giovani studenti hanno voluto offrire in contributo alla solennità della cerimonia: composti ed emozionati, hanno iniziato ad intonare l’Inno di Italia aiutandosi anche con la Lingua dei Segni (clicca qui per vedere il video) così che il loro canto con voci sempre più sicure e mani esperte a disegnare nell’aria le parole diventasse un “Noi ci siamo”  scatenando un tributo ad onore di tutti gli ufficiali che hanno risposto mettendosi sull’attenti di fronte ai nostri ragazzi. Onore per Onore, ecco cosa ricorderanno.

Un doveroso ringraziamento va al Direttore Generale che ci ha dato queste opportunità.

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